Black Hole
(buco nero) e altre dimensioni

Foto di Gabriel Pérez Díaz, SMM del IAC
I buchi neri sono
l'evoluzione finale di stelle - inizialmente di grandezza 10, 15
volte superiore a quella del sole - che iniziano a subire una
perdita della loro massa. Tali corpi sono talmente densi che nemmeno
la luce (che viaggia molto velocemente) può evitare di venirne
risucchiata. Tali corpi si definiscono "neri" in quanto - a
differenza di molti corpi celesti - essi non emettono luce.
Chiaramente, i buchi neri - oltre a risucchiare la luce con la
propria forza gravitazionale - risucchiano anche la materia
circostante.
La teoria più conosciuta riguardo la formazione dei buchi neri cita
che essi vengono generati dall'esplosione di una stella (supernova).
Tale esplosione causerebbe una collasso gravitazionale verso il suo
interno e, quindi, l'addensamento d'energia e materia darebbe
origine al buco nero.
Perché l'esistenza dei buchi neri viene solitamente legata
all'ipotesi del tempo?
In quanto gli studiosi ipotizzano che la distanza e la vicinanza di
oggetti dal buco nero ne determinerebbero una diversa percezione del
tempo da parte di un osservatore.
Quanto più ci si avvicina al buco nero, tanto più sarà maggiore il
rallentamento del tempo; quanto più ci si allontana dal buco nero,
tanto più sarà veloce lo scorrere del tempo che - chiaramente -
potrà essere visibile agli occhi di un osservatore constatando i
movimenti di un astronauta vicino o lontano dal buco nero.
Quindi, la vicinanza al buco nero farebbe sì che il tempo si
scandisca più lentamente. A una vicinanza ancora maggiore, si
ipotizza addirittura che il tempo smetta di scorrere.
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